LA MENTE È COME UN PARACADUTE, FUNZIONA SOLAMENTE SE SI APRE. Albert Einstein

martedì 2 ottobre 2012

La politica in questa provincia non è incisiva , non ha un programma di sviluppo sociale , economico e culturale forte e credibile . L’Italia idem .

Ho seguito in quest’estate infuocata la politica nazionale e provinciale con vivo interesse , perché dopo il lavoro , considerato che ancora non sono potuta andare in ferie , attraverso il mio computer , giornali, ecc , ho potuto leggere articoli , interviste ; in altri casi ho partecipato di persona allo svolgimento di eventi culturali ,incontri politici e feste, con sullo sfondo le elezioni nazionali della primavera prossima e quelle del comune capoluogo .
Mi sono fatta un’idea , apprezzando soprattutto lo sforzo di tanti sindaci della provincia , per far quadrare i bilanci delle proprie amministrazioni , interviste che continuo a seguire con particolare attenzione su Tusciaweb , considerato che conosco molto bene il loro ruolo ed il loro compito difficoltoso in un momento sociale ed economico come quello che stiamo vivendo .
Ho letto anche gli interventi e le interviste dei pezzi da novanta di questa provincia , che come ho avuto modo di affermare in altre occasioni , hanno rivestito e rivestono ruoli importanti e sono svariati , nonostante la nostra provincia non è né tanto vasta , né tanto popolosa , tanto da non rientrare nei parametri fissati dalla spending review del governo Monti .
Non conosco il loro pensiero in merito , visto che come è loro solito , hanno completamente glissato su questo tema ; non hanno ancora una volta difeso i territori , le istituzioni locali ,i cittadini ed i loro bisogni protesi come sono a manovrare più il potere fine a se stesso che a mettersi a disposizione della Tuscia, per risolvere la questione , i suoi problemi , facendo fronte comune .

In tanti anni non sono riusciti a portare a termine nessuna delle opere iniziate più di trent’anni fa : l’interporto di Orte , la ferrovia veloce con Roma , la trasversale Civitavecchia Orte , l’ultimazione dell’ospedale provinciale di Belcolle , la sistemazione delle Terme , tanto per fare degli esempi ;alcune più recenti non sono riuscite nemmeno a decollare e saranno trasferite altrove,altre finanziate in parte lasciano seri dubbi che servano all’effettivo sviluppo della zona .
Mi sono più volte chiesta in questi ultimi tempi che fine ha fatto la riforma dello stato in senso federale ,il ruolo delle autonomie locali , la sussidiarietà , i diritti , perché nessuno più ne parla e perché si è permesso al governo Monti, un governo tecnico e a termine di mettere mano con estrema disinvoltura alla nostra Carta Costituzionale ,la carta dei nostri padri , le fondamenta della nostra Repubblica ?
Perché si è permesso al governo Monti di definire le aree metropolitane e di ridisegnare le province , ambedue fatte a tavolino , senza criteri oggettivi , di dubbia costituzionalità e soprattutto di grave errore politico ,perché in questo momento che soffia forte il vento populista e dell’antipolitica , si alimenta il disprezzo delle istituzioni e della politica in generale , senza produrre risparmi , ma solo scompiglio ed ulteriori diseguaglianze .
Con questo non vorrei che si pensasse che io sia una sostenitrice a tutti i costi delle province ,perché invece sono convinta che debbano essere superate , ma con una riforma dello Stato in senso federale, come ho detto sopra, una riforma che non può spettare a Monti , che è stato nominato dal Presidente della Repubblica , per traghettare il paese fuori dal baratro economico e finanziario fino alle elezioni di primavera del 2013, seppur sostenuto da un’ampia maggioranza parlamentare .

Se è vero che Monti è riuscito a ridarci maggiore credibilità a livello europeo e mondiale sui mercati finanziari, sono invece ancora tutti da risolvere i problemi del lavoro ,della crescita economica ,della precarietà , dei giovani , delle donne ,dei diritti ed è di questo che si può e si deve occupare .
Credo che sia giunto il momento della politica anche per l’Europa , che non può essere soltanto quella monetaria e finanziaria , se vuole tornare ad assolvere a quell’importante ruolo nel mondo , che le attribuisce la geografia e la storia , come vecchio continente della cultura ,della civiltà e della democrazia che deve tornare a guardare al Mediterraneo come grande opportunità e non come ad una condizione avversa.
“La battaglia che dobbiamo fare è una battaglia di impegno perché ci sia un’ Europa vera , un’ Europa della democrazia , un’Europa del popolo “ Manifesto per una riforma degli Stati Uniti d’Europa in senso federale . Altiero Spinelli - Ernesto Rossi . Ventotene- 1944.

Acquapendente 12.09.2012

Anna Maria Meaccini

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